diritti e sociale 

Martina Rossi, da Genova un confronto pubblico su diritti e giustizia: a Tursi prende forma anche la nuova Fondazione

Martedì 7 aprile a Palazzo Tursi un incontro aperto alla città nel ricordo di Martina Rossi: al centro giustizia, società civile, tutela delle donne vittime di violenza e sostegno alle persone più fragili

Martedì 7 aprile alle 17.30 il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi ospiterà “Diritto, associazioni, società civile nel ricordo di Martina”, un incontro pubblico promosso e organizzato dall’Associazione Martina Rossi con il patrocinio del Comune di Genova. Sarà un appuntamento dal forte valore civile e simbolico, costruito attorno ai temi della giustizia, della tutela dei diritti e del ruolo che associazioni e comunità possono svolgere nel trasformare il dolore in impegno concreto, partendo proprio dal percorso maturato in questi anni dall’associazione nata per mantenere viva la memoria di Martina Rossi.

L’iniziativa si inserisce in un cammino ormai consolidato che, a partire dalla scomparsa della giovane studentessa nel 2011 a Palma di Maiorca, ha dato vita a un presidio civico e culturale sempre più riconoscibile, capace di tenere insieme memoria, sensibilizzazione e intervento sociale. L’incontro di martedì non si limiterà dunque a un momento commemorativo, ma proverà a mettere al centro una riflessione più ampia sul rapporto tra diritto, società civile e responsabilità pubblica, in un tempo in cui il tema della protezione delle persone vulnerabili e del contrasto alla violenza resta drammaticamente attuale.

Ad aprire l’appuntamento saranno i saluti istituzionali della sindaca Silvia Salis e dell’assessora alla scuola e pari opportunità Rita Bruzzone, presenza che conferma il valore che il Comune attribuisce a un’iniziativa pensata non solo come occasione di ricordo, ma come spazio di confronto aperto alla città. Accanto alle istituzioni prenderanno la parola il presidente dell’Associazione Martina Rossi, Bruno Rossi, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Genova Stefano Savi, il professore di Diritto processuale penale dell’Università di Genova Mitja Gialuz e il difensore civico della Regione Liguria Francesco Cozzi. Un parterre che mette insieme sensibilità diverse, ma tutte legate al tema della giustizia e del ruolo che il tessuto associativo può avere nel promuovere diritti e consapevolezza.

Uno dei passaggi più significativi dell’incontro sarà l’illustrazione del percorso di evoluzione dell’Associazione Martina Rossi in Fondazione, una scelta che punta a consolidare e ampliare le attività già avviate in questi anni. Non si tratta di un semplice cambio di veste formale, ma di un salto di struttura e di prospettiva, pensato per rendere più stabile e incisiva l’azione sul territorio. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sostegno alle donne vittime di violenza e, più in generale, a tutte le persone che vivono condizioni di fragilità, includendo migranti e soggetti vulnerabili, attraverso interventi concreti e una rete di collaborazione sempre più solida.

È proprio questo il punto che rende l’appuntamento di Palazzo Tursi particolarmente rilevante. Il ricordo di Martina Rossi non viene custodito in forma statica o rituale, ma diventa leva per costruire nuovi strumenti di aiuto e nuove connessioni tra diritto, associazionismo e cittadinanza attiva. In un contesto in cui spesso il dibattito pubblico si ferma all’emozione del momento, l’associazione prova invece a radicare il proprio impegno in un progetto che guarda al lungo periodo e che mette al centro le persone più esposte al rischio di esclusione, violenza o marginalità.

L’incontro del 7 aprile, quindi, si annuncia come un momento importante non solo per chi ha seguito in questi anni il percorso dell’Associazione Martina Rossi, ma anche per chiunque ritenga che memoria e giustizia debbano tradursi in azioni visibili e durature. Nel cuore istituzionale della città si parlerà di diritti, di strumenti giuridici, di responsabilità collettive e del contributo che la società civile può dare per rendere più forte la rete di protezione attorno a chi è più fragile. E proprio da quel ricordo, ancora profondamente vivo a Genova, potrebbe prendere slancio una nuova fase capace di allargare ulteriormente il raggio d’azione di un’esperienza già diventata punto di riferimento.


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